{"id":24287,"date":"2024-06-30T18:45:30","date_gmt":"2024-06-30T17:45:30","guid":{"rendered":"https:\/\/vanleeuwenlawfirm.eu\/it\/?p=24287"},"modified":"2026-06-16T12:45:58","modified_gmt":"2026-06-16T11:45:58","slug":"principi-fondamentali-del-rgpd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vanleeuwenlawfirm.eu\/it\/tech-e-digitale\/privacy-dati-e-sicurezza-informatica\/principi-fondamentali-del-rgpd\/","title":{"rendered":"Principi Fondamentali del RGPD"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"24287\" class=\"elementor elementor-24287\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-efe9bdf elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"efe9bdf\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4263bd18\" data-id=\"4263bd18\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5602332d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"5602332d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p data-start=\"81\" data-end=\"1374\">I principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati costituiscono il quadro normativo portante di ogni trattamento di dati personali che debba essere giuridicamente sostenibile, amministrativamente spiegabile e operativamente difendibile. Essi determinano non soltanto le condizioni alle quali i dati possono essere raccolti, utilizzati, condivisi, conservati o cancellati, ma anche il grado di diligenza richiesto a un\u2019organizzazione quando processi digitali, obiettivi commerciali, sistemi tecnici e dipendenze di filiera convergono. In un contesto nel quale i dati vengono continuamente generati, arricchiti, collegati, analizzati e trasferiti, questi principi offrono un limite indispensabile contro la raccolta indistinta di dati, il riutilizzo insufficientemente giustificato, la sicurezza inadeguata e la compiacenza amministrativa. La loro portata va quindi ben oltre la conformit\u00e0 in materia di protezione dei dati intesa in senso stretto. Essi incidono sulla governance, sul controllo dei rischi, sull\u2019integrit\u00e0 digitale, sulla gestione dell\u2019informazione, sulla contrattualizzazione, sulla vigilanza, sulla risposta agli incidenti e sul modo in cui un\u2019organizzazione d\u00e0 concreta attuazione alla propria credibilit\u00e0 istituzionale in una realt\u00e0 guidata dai dati.<\/p><p data-start=\"1376\" data-end=\"2830\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, i principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati assumono inoltre una funzione strategica pi\u00f9 ampia. I rischi di criminalit\u00e0 digitale, quali la frode d\u2019identit\u00e0, la presa di controllo degli account, il phishing, le violazioni dei dati, la compromissione delle credenziali, la compromissione della posta elettronica aziendale e l\u2019accesso non autorizzato ai sistemi, emergono spesso laddove i flussi di dati non sono sufficientemente governati, le finalit\u00e0 non sono adeguatamente delimitate, i diritti di accesso sono configurati in modo troppo ampio o le linee di responsabilit\u00e0 sono troppo debolmente sviluppate. Sotto questo profilo, i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati non costituiscono soltanto un quadro giuridico di riferimento, ma anche uno strumento di valutazione amministrativo, organizzativo e forense. Essi rendono visibili i punti in cui il trattamento dei dati diventa vulnerabile, le situazioni in cui le dipendenze digitali non sono sufficientemente giustificate e i momenti in cui le possibilit\u00e0 tecniche rischiano di prevalere sui limiti normativi. Un\u2019organizzazione che prende sul serio questi principi non considera la protezione dei dati come una verifica finale successiva, ma come una premessa guida per la progettazione, la decisione, la documentazione, la sicurezza e il governo della criminalit\u00e0 digitale.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-ea4837b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"ea4837b\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-75fba59\" data-id=\"75fba59\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-0289813 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"0289813\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h4 data-start=\"2832\" data-end=\"2871\">Liceit\u00e0, correttezza e trasparenza<\/h4><p data-start=\"2873\" data-end=\"3989\">La liceit\u00e0, la correttezza e la trasparenza formano insieme il primo e pi\u00f9 fondamentale quadro di valutazione del trattamento dei dati personali. La liceit\u00e0 richiede che ogni operazione di trattamento poggi su una base giuridica valida, quale il consenso, l\u2019esecuzione di un contratto, l\u2019adempimento di un obbligo legale, la salvaguardia di interessi vitali, l\u2019esecuzione di un compito di interesse pubblico oppure un legittimo interesse oggetto di un accurato bilanciamento. Tale base giuridica non pu\u00f2 essere costruita a posteriori per giustificare una prassi gi\u00e0 esistente, ma deve essere determinata preventivamente, documentata e collegata a una finalit\u00e0 concreta. In un contesto digitale in cui le organizzazioni utilizzano spesso molteplici fonti di dati, piattaforme, applicazioni, fornitori e strumenti di analisi, non \u00e8 sufficiente richiamarsi in termini generali all\u2019interesse commerciale, all\u2019efficienza o alla relazione con il cliente. La domanda deve sempre riguardare quali dati siano trattati, per quale finalit\u00e0, su quale base giuridica, entro quali limiti e con quali conseguenze per l\u2019interessato.<\/p><p data-start=\"3991\" data-end=\"5294\">La correttezza aggiunge alla liceit\u00e0 una dimensione normativa autonoma. Un trattamento pu\u00f2 poggiare formalmente su una base giuridica e tuttavia restare problematico quando le modalit\u00e0 del trattamento risultano fuorvianti, squilibrate, inattese, sproporzionate o insufficientemente diligenti. La correttezza richiede pertanto attenzione al contesto, al rapporto di forza, alle ragionevoli aspettative, alla posizione informativa dell\u2019interessato e ai possibili effetti pregiudizievoli. Questa esigenza assume particolare rilievo quando i dati personali sono utilizzati per la profilazione, la selezione del rischio, la rilevazione delle frodi, la segmentazione di marketing, la gestione degli accessi o il processo decisionale automatizzato. In tali situazioni, un trattamento apparentemente neutro pu\u00f2 condurre all\u2019esclusione, a una valutazione erronea del rischio, a un danno reputazionale o alla perdita di controllo sulle informazioni personali. Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la correttezza \u00e8 quindi strettamente connessa alla vigilanza sull\u2019integrit\u00e0: non si tratta soltanto di stabilire se un trattamento possa avere luogo, ma anche di verificare se tale trattamento si inserisca in una strategia di rischio digitale diligente, proporzionata e spiegabile.<\/p><p data-start=\"5296\" data-end=\"6431\">La trasparenza rende verificabile questa valutazione normativa. Gli interessati devono poter comprendere quali dati personali siano trattati, perch\u00e9 il trattamento abbia luogo, per quanto tempo i dati siano conservati, con chi siano condivisi, quali diritti esistano e come tali diritti possano essere esercitati. La trasparenza richiede informazioni chiare, accessibili e fattualmente esatte, non semplici formule giuridiche standardizzate che occultano la realt\u00e0 del trattamento. Informative privacy, comunicazioni interne, informazioni sui cookie, clausole contrattuali e documentazione di processo devono corrispondere ai flussi di dati effettivi all\u2019interno dell\u2019organizzazione. Quando un\u2019organizzazione promette all\u2019esterno semplicit\u00e0 e controllo, ma opera internamente con banche dati frammentate, catene di fornitori opache o strumenti di analisi difficili da ricostruire, emerge un serio rischio di governance. La trasparenza non \u00e8 quindi una formalit\u00e0 comunicativa, ma una prova di controllo: dimostra se l\u2019organizzazione conosce realmente i propri trattamenti di dati personali, \u00e8 in grado di spiegarli e pu\u00f2 renderne conto.<\/p><h4 data-start=\"6433\" data-end=\"6464\">Limitazione delle finalit\u00e0<\/h4><p data-start=\"6466\" data-end=\"7626\">La limitazione delle finalit\u00e0 richiede che i dati personali siano raccolti per finalit\u00e0 determinate, esplicite e legittime. Questo principio impone all\u2019organizzazione di stabilire in anticipo perch\u00e9 i dati siano necessari e quali operazioni di trattamento rientrino in tale finalit\u00e0. Un riferimento generico alla gestione aziendale, alla relazione con il cliente, alla sicurezza, all\u2019innovazione o al controllo dei rischi \u00e8 insufficiente. La finalit\u00e0 deve essere sufficientemente concreta da consentire una valutazione su quali dati siano necessari, quale periodo di conservazione sia appropriato, quale accesso sia giustificato, quali misure di sicurezza siano richieste e se un successivo riutilizzo sia compatibile con la finalit\u00e0 iniziale. In assenza di una chiara delimitazione delle finalit\u00e0, il trattamento dei dati diventa privo di direzione amministrativa. I dati possono allora scivolare facilmente dalla prestazione di servizi all\u2019analisi, dall\u2019analisi allo sfruttamento commerciale, dallo sfruttamento commerciale alla selezione del rischio e dalla selezione del rischio al processo decisionale, senza che il fondamento normativo venga riesaminato.<\/p><p data-start=\"7628\" data-end=\"8789\">Nelle organizzazioni digitali, la limitazione delle finalit\u00e0 \u00e8 spesso vulnerabile perch\u00e9 i dati vengono utilizzati simultaneamente in pi\u00f9 luoghi. Un insieme di dati originariamente raccolto per l\u2019amministrazione dei clienti pu\u00f2 successivamente apparire interessante per il marketing, la valutazione del credito, il monitoraggio delle frodi, lo sviluppo di prodotti o l\u2019addestramento di sistemi algoritmici. Una simile evoluzione non \u00e8 vietata in linea di principio, ma richiede una valutazione rigorosa della compatibilit\u00e0, della proporzionalit\u00e0, delle ragionevoli aspettative degli interessati, della natura dei dati, delle possibili conseguenze e delle garanzie disponibili. Il rischio risiede soprattutto nello slittamento progressivo della finalit\u00e0: l\u2019ampliamento graduale degli scopi del trattamento senza un esplicito riesame della base giuridica ed etica. La limitazione delle finalit\u00e0 funziona quindi come freno alla facilit\u00e0 amministrativa e all\u2019opportunismo tecnico. Essa richiede che il riutilizzo non sia legittimato dalla mera disponibilit\u00e0 dei dati, ma da una necessit\u00e0 dimostrabile, da una compatibilit\u00e0 effettiva e da una decisione responsabile.<\/p><p data-start=\"8791\" data-end=\"9989\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la limitazione delle finalit\u00e0 assume un rilievo diretto per il governo della criminalit\u00e0 digitale. La prevenzione delle frodi, la cibersicurezza, il monitoraggio, l\u2019indagine sugli incidenti e il controllo degli accessi possono costituire finalit\u00e0 legittime, ma non devono condurre a una sorveglianza illimitata, a una profilazione permanente o a raccolte di dati insufficientemente definite. Un\u2019organizzazione deve poter distinguere i dati necessari alla sicurezza, quelli necessari alla conformit\u00e0, quelli necessari a un\u2019indagine forense e quelli che si collocano al di fuori del quadro consentito. Questa distinzione \u00e8 essenziale in materia di registrazione dei log, intelligence sulle minacce, monitoraggio delle e-mail, analisi degli utenti, rilevazione di transazioni sospette e indagini sulle violazioni dei dati. La limitazione delle finalit\u00e0 impedisce che argomenti di sicurezza siano utilizzati come autorizzazione generale a trattamenti estesi di dati personali. La forza del principio risiede nell\u2019obbligo di combinare resilienza digitale, limiti giuridici, precisione amministrativa e proporzionalit\u00e0 dimostrabile.<\/p><h4 data-start=\"9991\" data-end=\"10019\">Minimizzazione dei dati<\/h4><p data-start=\"10021\" data-end=\"10964\">La minimizzazione dei dati prevede che possano essere trattati soltanto i dati personali adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alla specifica finalit\u00e0 del trattamento. Questo principio si oppone direttamente alla tendenza di molti sistemi digitali a registrare quanti pi\u00f9 dati possibile, poich\u00e9 l\u2019archiviazione sembra poco costosa, l\u2019analisi potrebbe rivelarsi utile in futuro e le applicazioni commerciali o operative future potrebbero non essere ancora note. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati impone un approccio diverso. Non \u00e8 il valore futuro potenziale dei dati a essere decisivo, ma la loro necessit\u00e0 rispetto alla finalit\u00e0 definita. La minimizzazione dei dati richiede quindi un esame critico fin dall\u2019origine: quali dati siano realmente necessari, quali siano soltanto comodi, quali aumentino principalmente il rischio e quali possano essere omessi, aggregati, pseudonimizzati o cancellati prima.<\/p><p data-start=\"10966\" data-end=\"12082\">La portata della minimizzazione dei dati aumenta man mano che i dati diventano pi\u00f9 sensibili, pi\u00f9 voluminosi o pi\u00f9 facilmente combinabili. Dati isolati possono, quando combinati con altri insiemi di dati, produrre un profilo intrusivo relativo a comportamento, preferenze, localizzazione, situazione finanziaria, salute, vulnerabilit\u00e0 o relazioni sociali. Un\u2019organizzazione pu\u00f2 cos\u00ec conoscere pi\u00f9 di quanto sia necessario per fornire il proprio servizio o controllare i propri rischi. Ci\u00f2 aumenta non solo i rischi per la vita privata, ma anche i rischi di responsabilit\u00e0, gli oneri di sicurezza e l\u2019entit\u00e0 del pregiudizio in caso di incidente. Una violazione dei dati riguardante informazioni limitate e accuratamente selezionate presenta un profilo di rischio diverso rispetto a una violazione nella quale siano rimasti disponibili dati storici superflui, documenti d\u2019identit\u00e0, file di comunicazione o dati comportamentali. La minimizzazione dei dati \u00e8 quindi anche una misura di sicurezza: ci\u00f2 che non viene raccolto o non viene pi\u00f9 conservato pu\u00f2 essere pi\u00f9 difficilmente abusato, divulgato, copiato o richiesto.<\/p><p data-start=\"12084\" data-end=\"13467\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la minimizzazione dei dati costituisce uno strumento importante contro l\u2019esposizione inutile ai rischi di criminalit\u00e0 digitale. Una raccolta eccessiva di dati aumenta l\u2019attrattivit\u00e0 dell\u2019organizzazione per i criminali informatici, accresce l\u2019impatto dei ransomware e delle violazioni dei dati e rafforza il rischio che dati rubati vengano utilizzati per phishing, frode d\u2019identit\u00e0, ingegneria sociale o presa di controllo degli account. Allo stesso tempo, la minimizzazione dei dati deve essere applicata con discernimento, poich\u00e9 alcuni processi di sicurezza e di indagine richiedono log, dati di rilevazione e piste di audit. Il punto centrale non risiede quindi in un\u2019informazione minima a ogni costo, ma in un\u2019informazione necessaria all\u2019interno di una finalit\u00e0 chiara, accompagnata da periodi di conservazione appropriati, restrizioni di accesso e misure di sicurezza adeguate. La minimizzazione dei dati richiede disciplina nella configurazione dei sistemi, nella progettazione dei moduli, nei processi di instaurazione del rapporto, nell\u2019accettazione dei clienti, nel monitoraggio, nella reportistica e nella risposta agli incidenti. Essa mostra che un governo efficace della criminalit\u00e0 digitale non deriva da una raccolta illimitata, ma da una posizione informativa mirata, proporzionata e governabile.<\/p><h4 data-start=\"13469\" data-end=\"13492\">Esattezza dei dati<\/h4><p data-start=\"13494\" data-end=\"14567\">Il principio di esattezza dei dati richiede che i dati personali siano fattualmente affidabili, aggiornati e utilizzabili per la finalit\u00e0 per la quale vengono trattati. Dati inesatti, obsoleti, incompleti o male interpretati possono avere conseguenze rilevanti per gli interessati, soprattutto quando sono utilizzati per il processo decisionale, la valutazione dei rischi, la gestione degli accessi, la valutazione finanziaria, l\u2019esecuzione di misure, lo screening o la rilevazione delle frodi. Un indirizzo errato, una registrazione inesatta, uno status non aggiornato, un fascicolo collegato in modo scorretto o un contesto incompleto possono condurre a un rifiuto, a un blocco, a un\u2019indagine, a un\u2019escalation o a un danno reputazionale. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati richiede pertanto che le organizzazioni adottino misure ragionevoli per mantenere i dati aggiornati e per correggere o cancellare gli errori quando necessario. L\u2019esattezza non \u00e8 quindi un dettaglio amministrativo, ma una condizione preliminare per un processo decisionale affidabile.<\/p><p data-start=\"14569\" data-end=\"15571\">Negli ambienti digitali complessi, l\u2019esattezza \u00e8 pi\u00f9 difficile da garantire rispetto ai registri semplici. I dati sono spesso inseriti da pi\u00f9 reparti, acquisiti da fonti esterne, arricchiti da sistemi, condivisi con fornitori e utilizzati in flussi automatizzati. Gli errori possono cos\u00ec diffondersi rapidamente e persistere in pi\u00f9 sistemi. Una correzione effettuata in un sistema sorgente non significa automaticamente che siano stati modificati anche gli insiemi di dati derivati, i rapporti, le esportazioni, i backup, i modelli di rischio o i profili dei clienti. Ci\u00f2 richiede una responsabilit\u00e0 chiara in materia di dati, la tracciabilit\u00e0 delle fonti, procedure di rettifica, controlli di qualit\u00e0 e meccanismi tecnici che consentano alle correzioni di produrre effettivamente i loro effetti. In assenza di tale controllo, pu\u00f2 crearsi una situazione nella quale le richieste di rettifica vengono formalmente trattate, mentre l\u2019errore continua a circolare nell\u2019ambiente digitale dell\u2019organizzazione.<\/p><p data-start=\"15573\" data-end=\"16669\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, l\u2019esattezza dei dati \u00e8 importante anche per la qualit\u00e0 della rilevazione dei rischi e delle indagini sugli incidenti. Dati non affidabili conducono ad avvisi errati, false sospettosit\u00e0, incidenti non rilevati o misure sproporzionate. In materia di rischi di criminalit\u00e0 digitale, ci\u00f2 pu\u00f2 risultare particolarmente dannoso. Un indirizzo IP collegato in modo scorretto, un\u2019identit\u00e0 utente errata, un ruolo di autorizzazione obsoleto o una voce di log incompleta possono falsare gravemente un\u2019indagine riguardante phishing, presa di controllo degli account, violazioni dei dati o frode interna. L\u2019esattezza richiede quindi non soltanto una riparazione nei confronti degli interessati, ma anche affidabilit\u00e0 forense: i dati devono essere gestiti in modo tale che conclusioni, avvisi, escalation e rapporti restino verificabili. L\u2019organizzazione deve poter spiegare da dove provengano le informazioni, come siano state trattate, quali incertezze esistano e quali misure siano state adottate per prevenire o correggere gli errori.<\/p><h4 data-start=\"16671\" data-end=\"16707\">Limitazione della conservazione<\/h4><p data-start=\"16709\" data-end=\"17821\">La limitazione della conservazione richiede che i dati personali non siano conservati pi\u00f9 a lungo di quanto necessario rispetto alla finalit\u00e0 per la quale sono stati raccolti o sono oggetto di ulteriore trattamento lecito. Questo principio obbliga le organizzazioni a non trattare i periodi di conservazione come semplici impostazioni tecniche predefinite o come ampi margini di sicurezza, ma come scelte motivate sul piano giuridico e amministrativo. Ogni categoria di dati deve essere collegata a una finalit\u00e0 concreta, a un periodo di conservazione appropriato, a un momento di cancellazione e a una configurazione procedurale responsabile. Occorre distinguere tra dati operativi, dati contrattuali, obblighi legali di conservazione, informazioni di audit, log di sicurezza, documentazione degli incidenti e dati che possono essere necessari per l\u2019esercizio o la difesa di diritti in sede giudiziaria. Una prassi generale consistente nel lasciare i dati disponibili a tempo indeterminato perch\u00e9 la loro cancellazione \u00e8 organizzativamente complessa non soddisfa le esigenze di una protezione rigorosa dei dati.<\/p><p data-start=\"17823\" data-end=\"18924\">La limitazione della conservazione intrattiene un rapporto diretto con il rischio, la proporzionalit\u00e0 e la governabilit\u00e0 digitale. Quanto pi\u00f9 a lungo i dati vengono conservati, tanto maggiore \u00e8 la probabilit\u00e0 che diventino obsoleti, vengano utilizzati fuori contesto, restino accessibili a gruppi troppo ampi o siano colpiti da incidenti. Vecchi dati dei clienti, fascicoli di candidatura, copie di documenti d\u2019identit\u00e0, archivi di e-mail, file di log e fascicoli di indagine possono perdere nel tempo la loro utilit\u00e0 originaria, mentre il rischio di abuso rimane o aumenta. Un\u2019organizzazione priva di un ciclo effettivo di politica di conservazione crea un\u2019eredit\u00e0 digitale crescente nella quale i dati storici diventano fonte di incertezza giuridica, rischio di sicurezza e danno reputazionale. La limitazione della conservazione richiede pertanto non solo una politica scritta, ma anche un\u2019esecuzione tecnica: cancellazione automatica ove possibile, riesame periodico ove necessario, gestione delle eccezioni, registrazione dei periodi di conservazione e distruzione o anonimizzazione dimostrabile.<\/p><p data-start=\"18926\" data-end=\"20196\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la limitazione della conservazione costituisce un elemento essenziale del governo della criminalit\u00e0 digitale. I dati conservati inutilmente accrescono i danni causati da ransomware, violazioni dei dati, minacce interne, esportazioni non autorizzate e compromissione delle credenziali. Allo stesso tempo, alcuni dati possono essere temporaneamente necessari per la sicurezza, la registrazione dei log, le indagini e la posizione probatoria. La sfida consiste nel trovare un equilibrio difendibile: conservare dati sufficienti per rilevare, esaminare e ricostruire gli incidenti, senza spingersi fino al punto di creare un rischio informativo inutilmente esteso. Ci\u00f2 richiede periodi di conservazione previamente definiti per log di sicurezza, fascicoli di incidente, registri di accesso, segnalazioni, copie forensi e comunicazioni con le autorit\u00e0 di controllo. La limitazione della conservazione rivela cos\u00ec se l\u2019organizzazione governa la propria posizione informativa digitale o si limita a lasciarla crescere. Un quadro rigoroso di conservazione protegge gli interessati, limita l\u2019impatto degli incidenti e rafforza la difendibilit\u00e0 delle decisioni in contesti di vigilanza, controversia e crisi.<\/p><h4 data-start=\"0\" data-end=\"29\">Integrit\u00e0 e riservatezza<\/h4><p data-start=\"31\" data-end=\"1239\">L\u2019integrit\u00e0 e la riservatezza richiedono che i dati personali siano protetti contro trattamenti non autorizzati o illeciti, perdita, distruzione, danneggiamento, alterazione, divulgazione e accesso non autorizzato. Questo principio costituisce il nucleo di sicurezza del Regolamento generale sulla protezione dei dati, ma non deve essere ridotto alla sola sicurezza tecnica dell\u2019informazione. Si tratta di un obbligo integrato nel quale convergono responsabilit\u00e0 giuridica, direzione amministrativa, sicurezza tecnica, misure organizzative, garanzie contrattuali e disciplina operativa. Una sicurezza adeguata richiede pertanto una valutazione basata sul rischio, che tenga conto della natura dei dati, del contesto del trattamento, delle minacce, delle possibili conseguenze per gli interessati e delle vulnerabilit\u00e0 effettive presenti nei sistemi, nei processi e nelle catene operative. Cifratura, gestione degli accessi, registrazione dei log, segmentazione, politiche di backup, gestione delle patch, monitoraggio, controllo dei fornitori, procedure di gestione degli incidenti e modelli di autorizzazione non sono strumenti di sicurezza isolati, ma componenti di un unico livello coerente di protezione.<\/p><p data-start=\"1241\" data-end=\"2597\">La riservatezza presuppone che soltanto persone, sistemi e soggetti terzi abbiano accesso ai dati personali nella misura necessaria allo svolgimento di un compito o al perseguimento di una finalit\u00e0 chiaramente definita. In molte organizzazioni i rischi sorgono perch\u00e9 i diritti di accesso si estendono progressivamente, le autorizzazioni temporanee restano attive, i ruoli precedenti non vengono revocati tempestivamente, le caselle di posta condivise non sono sufficientemente controllate oppure i fornitori esterni ottengono un accesso pi\u00f9 ampio di quanto sia funzionalmente necessario. Tali vulnerabilit\u00e0 non sono meramente tecniche, ma incidono direttamente sulla governance e sulla responsabilizzazione dimostrabile. Un\u2019organizzazione che non \u00e8 in grado di spiegare con precisione chi abbia accesso a quali dati personali, perch\u00e9 tale accesso esista, per quanto tempo duri e in che modo gli abusi vengano rilevati, non esercita un controllo sufficiente sulla riservatezza. L\u2019integrit\u00e0 richiede inoltre che i dati non possano essere modificati, manipolati o corrotti senza possibilit\u00e0 di rilevazione. Ci\u00f2 \u00e8 di particolare importanza per i fascicoli dei clienti, i dati finanziari, i dati medici o socio-assistenziali, gli indicatori di rischio, gli archivi di conformit\u00e0, le registrazioni di log e gli elementi probatori nelle indagini sugli incidenti.<\/p><p data-start=\"2599\" data-end=\"3939\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, l\u2019integrit\u00e0 e la riservatezza costituiscono un pilastro centrale del governo della criminalit\u00e0 digitale. Molti rischi di criminalit\u00e0 digitale sorgono quando soggetti criminali ottengono accesso a dati personali, credenziali di accesso, schemi di comunicazione o informazioni sui processi interni e utilizzano poi tali informazioni per phishing, spear phishing, compromissione della posta elettronica aziendale, frode d\u2019identit\u00e0, presa di controllo degli account, ransomware o ingegneria sociale. La protezione dei dati personali non \u00e8 quindi soltanto un obbligo in materia di protezione dei dati, ma anche una linea di difesa diretta contro la criminalit\u00e0 digitale. Un\u2019organizzazione che segmenta accuratamente i dati personali, limita gli accessi, rileva comportamenti anomali, indaga tempestivamente sugli incidenti e mantiene controllabili i flussi di dati riduce non solo il rischio di violazioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati, ma anche il rischio che informazioni personali vengano trasformate in vantaggio criminale. Integrit\u00e0 e riservatezza mostrano cos\u00ec che protezione dei dati e governo della criminalit\u00e0 digitale si rafforzano reciprocamente: proteggere i dati significa proteggere persone, processi, reputazione e fiducia istituzionale.<\/p><h4 data-start=\"3941\" data-end=\"3966\">Responsabilizzazione<\/h4><p data-start=\"3968\" data-end=\"5203\">La responsabilizzazione richiede che il titolare del trattamento non solo rispetti i principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati, ma sia anche in grado di dimostrare che tale rispetto esiste effettivamente. Questo principio trasforma il Regolamento generale sulla protezione dei dati da un quadro meramente normativo in un modello di governance dimostrabile. Buone intenzioni, dichiarazioni generali di policy o documenti di conformit\u00e0 isolati sono insufficienti quando non \u00e8 possibile dimostrare come siano state prese le decisioni, quali rischi siano stati valutati, quali misure siano state adottate, chi sia responsabile, quali controlli siano eseguiti e come le deviazioni siano corrette. La responsabilizzazione richiede che il trattamento dei dati sia tracciabile, spiegabile e verificabile. Ci\u00f2 significa, tra l\u2019altro, che i registri delle attivit\u00e0 di trattamento devono essere aggiornati, le basi giuridiche devono essere documentate, le valutazioni degli interessi legittimi devono essere registrate, i rapporti con i responsabili del trattamento devono essere controllati, le misure di sicurezza devono essere motivate e le richieste degli interessati devono poter essere ricostruite con rigore.<\/p><p data-start=\"5205\" data-end=\"6410\">Il significato pratico della responsabilizzazione diventa particolarmente evidente in caso di reclami, violazioni dei dati, indagini delle autorit\u00e0 di controllo, audit, controversie e risposta agli incidenti. In tali circostanze, la questione non \u00e8 soltanto se un\u2019organizzazione affermi di aver agito con diligenza, ma se il fascicolo supporti tale affermazione. Un\u2019autorit\u00e0 di controllo, un giudice, una controparte contrattuale o un interessato vorr\u00e0 poter verificare quali considerazioni siano state prese in esame, quali alternative siano state valutate, perch\u00e9 determinati dati fossero necessari, perch\u00e9 un periodo di conservazione sia stato ritenuto appropriato, perch\u00e9 un livello di sicurezza sia stato considerato sufficiente e come l\u2019organizzazione abbia reagito ai segnali di rischio. La responsabilizzazione richiede quindi una disciplina amministrativa nella quale la documentazione non viene predisposta a posteriori per difendere una prassi esistente, ma viene utilizzata prima e durante il processo come strumento decisionale. Ne deriva un\u2019organizzazione che non dipende da spiegazioni orali, ricordi individuali o competenze isolate, ma dispone di una linea di responsabilit\u00e0 dimostrabile.<\/p><p data-start=\"6412\" data-end=\"7605\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la responsabilizzazione assume un rilievo particolare, poich\u00e9 i rischi di criminalit\u00e0 digitale si manifestano spesso in situazioni nelle quali rapidit\u00e0, incertezza e posizione probatoria sono sottoposte a pressione. In caso di violazione dei dati, attacco ransomware, campagna di phishing o sospetto accesso non autorizzato, deve essere possibile stabilire quali dati siano stati coinvolti, quali sistemi siano interessati, quali misure di sicurezza fossero attive, quali obblighi di notifica si applichino, quali interessati debbano essere informati e quali misure correttive siano necessarie. Senza responsabilizzazione manca il fondamento per una risposta credibile all\u2019incidente. L\u2019organizzazione non pu\u00f2 allora dimostrare in modo convincente che i rischi siano stati valutati in anticipo, che le misure fossero appropriate, che i segnali siano stati presi sul serio e che l\u2019escalation sia avvenuta in modo ordinato. La responsabilizzazione non \u00e8 quindi un onere amministrativo, ma una posizione strategica di difesa. Essa consente di agire sotto pressione in modo coerente, verificabile e giuridicamente sostenibile.<\/p><h4 data-start=\"7607\" data-end=\"7686\">Protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita<\/h4><p data-start=\"7688\" data-end=\"8895\">La protezione dei dati fin dalla progettazione richiede che la protezione dei dati sia integrata sin dalla fase iniziale di ideazione di processi, sistemi, servizi, prodotti e modelli di cooperazione. La protezione dei dati non deve essere aggiunta come misura correttiva dopo che le scelte commerciali, la configurazione tecnica e i flussi operativi sono gi\u00e0 stati definiti. Il principio richiede che, per ogni nuova applicazione digitale, venga valutato in anticipo quali dati personali siano necessari, quale base giuridica si applichi, quali rischi sorgano, quali diritti degli interessati possano essere coinvolti, quale livello di sicurezza sia richiesto e come i flussi di dati possano essere limitati. Ci\u00f2 richiede un coordinamento stretto tra analisi giuridica, sviluppo del prodotto, sicurezza dell\u2019informazione, governance dei dati, approvvigionamento, conformit\u00e0 e decisione amministrativa. Quando la protezione dei dati viene coinvolta solo in una fase tardiva del processo, i sistemi sono spesso gi\u00e0 configurati per un\u2019ampia raccolta di dati, accessi estesi, lunghi periodi di conservazione o collegamenti poco chiari con terzi. La correzione diventa allora costosa, lenta e spesso incompleta.<\/p><p data-start=\"8897\" data-end=\"10009\">La protezione dei dati per impostazione predefinita completa tale principio richiedendo che le impostazioni standard siano protettive della riservatezza. L\u2019interessato non deve dipendere da scelte complesse, impostazioni nascoste o opt-out attivi per ottenere protezione. Per impostazione predefinita, possono essere trattati solo i dati personali necessari alla specifica finalit\u00e0. Ci\u00f2 vale per moduli online, portali clienti, applicazioni, cookie, preferenze di marketing, profili utente, dati di localizzazione, impostazioni di comunicazione, autorizzazioni e flussi di lavoro interni. Il principio impedisce alle organizzazioni di offrire formalmente protezione, scoraggiandola per\u00f2 nella pratica attraverso complessit\u00e0, linguaggio poco chiaro o scelte di interfaccia orientate. La protezione dei dati per impostazione predefinita costituisce quindi anche una norma comportamentale per l\u2019interazione digitale: l\u2019utente non deve essere costretto a guadagnarsi la protezione attraverso attenzione, competenza tecnica o conoscenza giuridica, ma pu\u00f2 attendersi che una protezione di base sia presente di default.<\/p><p data-start=\"10011\" data-end=\"11339\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, la protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita \u00e8 indispensabile per un governo sostenibile della criminalit\u00e0 digitale. I sistemi che, sin dalla progettazione, operano con raccolta limitata di dati, ruoli chiari, autenticazione forte, ambienti separati, registrazione dei log, classificazione dei dati, impostazioni standard sicure e flussi di dati controllabili sono pi\u00f9 resistenti agli abusi. Al contrario, i sistemi nei quali accesso ampio, condivisione predefinita, conservazione permanente e segmentazione insufficiente sono incorporati sin dall\u2019inizio aumentano l\u2019impatto della compromissione delle credenziali, delle minacce interne, delle violazioni dei dati e del ransomware. La protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita avvicina quindi, sul piano pratico, protezione dei dati e sicurezza fin dalla progettazione. Essa assicura che l\u2019innovazione digitale non sia costruita sulla massima disponibilit\u00e0 dei dati, ma su necessit\u00e0, proporzionalit\u00e0, controllabilit\u00e0 e possibilit\u00e0 di protezione. Il trattamento dei dati diventa cos\u00ec non solo pi\u00f9 resistente al controllo ai sensi del Regolamento generale sulla protezione dei dati, ma anche pi\u00f9 resiliente rispetto alla criminalit\u00e0 digitale.<\/p><h4 data-start=\"11341\" data-end=\"11412\">I diritti degli interessati come applicazione pratica dei principi<\/h4><p data-start=\"11414\" data-end=\"12616\">I diritti degli interessati costituiscono la concreta traduzione operativa dei principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati. I diritti di accesso, rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, portabilit\u00e0 dei dati, opposizione e protezione contro decisioni basate esclusivamente su trattamenti automatizzati offrono agli interessati strumenti per far valere controllo, correzione e delimitazione. Tali diritti non possono essere separati dai principi. La trasparenza acquisisce significato perch\u00e9 l\u2019interessato pu\u00f2 chiedere accesso. L\u2019esattezza acquisisce significato perch\u00e9 pu\u00f2 essere richiesta la rettifica. La limitazione della conservazione acquisisce significato perch\u00e9, in determinate circostanze, pu\u00f2 essere imposta la cancellazione. La limitazione delle finalit\u00e0 e la minimizzazione dei dati acquisiscono significato perch\u00e9 pu\u00f2 essere proposta opposizione contro determinate forme di trattamento. La responsabilizzazione acquisisce significato perch\u00e9 l\u2019organizzazione deve poter spiegare come una richiesta sia stata valutata, quali dati siano stati individuati, quali eccezioni si applichino e perch\u00e9 determinate informazioni vengano o non vengano fornite.<\/p><p data-start=\"12618\" data-end=\"13775\">Nella pratica, i diritti degli interessati rivelano spesso se un\u2019organizzazione controlli realmente il proprio ambiente dei dati. Una richiesta di accesso pu\u00f2 sembrare semplice, ma richiede chiarezza su dove si trovino i dati personali, quali sistemi siano rilevanti, quali terzi trattino i dati, quali eccezioni possano applicarsi, quali informazioni relative ad altri soggetti debbano essere protette e come il risultato possa essere presentato in modo comprensibile. Una richiesta di cancellazione richiede la conoscenza degli obblighi di conservazione esistenti, dei dati che rimangono necessari, dei dati detenuti dai responsabili del trattamento e delle modalit\u00e0 con cui la cancellazione viene effettivamente eseguita. Una richiesta di limitazione o opposizione richiede che i sistemi siano in grado di sospendere o isolare il trattamento senza che i dati continuino a fluire in modo incontrollato attraverso processi automatizzati. I diritti degli interessati funzionano quindi come una prova di resistenza operativa per la governance dei dati, la configurazione dei processi, la gestione dei fornitori, la documentazione e la responsabilit\u00e0 interna.<\/p><p data-start=\"13777\" data-end=\"14976\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, tali diritti sono rilevanti anche per la fiducia e per il governo della criminalit\u00e0 digitale. Le persone che ricevono informazioni insufficienti sul trattamento, sulla correzione o sulla cancellazione perdono pi\u00f9 facilmente fiducia nei servizi digitali e diventano pi\u00f9 vulnerabili all\u2019incertezza dopo un incidente. In caso di violazione dei dati, frode d\u2019identit\u00e0, presa di controllo dell\u2019account o divulgazione illecita, l\u2019esercizio effettivo dei diritti pu\u00f2 contribuire alla riduzione del danno, al ripristino e alla chiarezza. Al tempo stesso, le organizzazioni devono bilanciare tali diritti con interessi di sicurezza, prevenzione delle frodi, indagini in corso, obblighi di legge e diritti di terzi. Ci\u00f2 richiede procedure al contempo accessibili e giuridicamente precise. Un\u2019organizzazione deve non solo rispondere tempestivamente, ma anche spiegare nel merito, effettuare ricerche mirate, motivare le eccezioni e verificare l\u2019esecuzione. I diritti degli interessati non sono quindi un obbligo amministrativo ai margini del programma di protezione dei dati, ma una misura diretta dell\u2019affidabilit\u00e0 dei processi digitali.<\/p><h4 data-start=\"14978\" data-end=\"15120\">I principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati come fondamento del governo strategico dell\u2019integrit\u00e0 digitale<\/h4><p data-start=\"15122\" data-end=\"16239\">Considerati nel loro insieme, i principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati costituiscono il fondamento del governo strategico dell\u2019integrit\u00e0 digitale. Essi creano coerenza tra liceit\u00e0, proporzionalit\u00e0, trasparenza, qualit\u00e0 dei dati, sicurezza, politica di conservazione, responsabilizzazione e tutela dei diritti. Ne deriva un quadro attraverso il quale le organizzazioni possono valutare i processi digitali non solo sul piano tecnico o commerciale, ma anche sul piano normativo, giuridico e amministrativo. In un ambiente guidato dai dati, esiste una pressione costante a raccogliere pi\u00f9 dati, conservarli pi\u00f9 a lungo, analizzarli in modo pi\u00f9 ampio e collegarli pi\u00f9 rapidamente. I principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati oppongono a tale pressione un diverso presupposto: il trattamento dei dati deve essere necessario, determinato dalla finalit\u00e0, spiegabile, sicuro, limitato e dimostrabilmente controllato. Questo presupposto \u00e8 essenziale per qualsiasi organizzazione che intenda collegare innovazione digitale, fiducia, legittimit\u00e0 e affidabilit\u00e0 amministrativa.<\/p><p data-start=\"16241\" data-end=\"17277\">Il governo strategico dell\u2019integrit\u00e0 digitale richiede che i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati non vengano applicati isolatamente. La liceit\u00e0 senza trasparenza rimane vulnerabile. La limitazione delle finalit\u00e0 senza minimizzazione dei dati perde precisione. La sicurezza senza limitazione della conservazione lascia sussistere rischi inutili. La responsabilizzazione senza controllo effettivo dei processi diventa una difesa meramente documentale. I diritti degli interessati senza un inventario affidabile dei dati rimangono formali, ma praticamente insufficienti. La forza dei principi risiede quindi nel loro effetto reciproco. Essi impongono di considerare il trattamento dei dati come un insieme amministrativo nel quale base giuridica, esecuzione operativa, configurazione tecnica, catena dei fornitori, valutazione dei rischi e capacit\u00e0 di resistere al controllo convergono. La protezione dei dati si sposta cos\u00ec da una funzione separata di conformit\u00e0 a una componente centrale della decisione digitale.<\/p><p data-start=\"17279\" data-end=\"18589\" data-is-last-node=\"\" data-is-only-node=\"\">Nel quadro della Gestione integrata dei rischi di criminalit\u00e0 digitale, questo fondamento possiede un valore particolare, poich\u00e9 i rischi di criminalit\u00e0 digitale e i rischi relativi alla protezione dei dati incidono sempre pi\u00f9 spesso sulle stesse vulnerabilit\u00e0. Una raccolta illimitata di dati aumenta il danno provocato dalle violazioni dei dati. Finalit\u00e0 poco chiare rendono il monitoraggio e le indagini difficilmente difendibili. Un controllo debole degli accessi aumenta il rischio di presa di controllo degli account e di abuso interno. Una trasparenza insufficiente compromette la fiducia dopo gli incidenti. L\u2019assenza di responsabilizzazione indebolisce la posizione nei confronti delle autorit\u00e0 di controllo, dei clienti, delle controparti contrattuali e degli interessati. I principi fondamentali del Regolamento generale sulla protezione dei dati offrono quindi non solo regole per la protezione dei dati, ma anche un quadro strategico per il governo della criminalit\u00e0 digitale. Essi aiutano a determinare quali informazioni siano necessarie, come tali informazioni debbano essere protette, quando l\u2019utilizzo debba essere limitato, come la responsabilit\u00e0 diventi dimostrabile e come i sistemi digitali restino allineati a una traiettoria giuridicamente, eticamente e amministrativamente difendibile.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-dbf32cf elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"dbf32cf\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7701d7f\" data-id=\"7701d7f\" data-element_type=\"column\" 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Essi determinano non soltanto le condizioni alle quali i dati possono essere raccolti, utilizzati, condivisi, conservati o cancellati, ma anche il grado di diligenza richiesto a un\u2019organizzazione quando processi digitali, obiettivi commerciali, sistemi tecnici e dipendenze di filiera convergono. 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